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L'obiettivo di DIAPASON è quello di dimostrare il vantaggio di tecnologie innovative a costi accessibili, nell’attestare e valutare gli effetti delle avvezioni di polveri Sahariane sui livelli di particolato (PM). In Europa, il contributo di polvere Sahariana ai livelli di PM può essere significativo per gran parte dell'anno. Questa condizione influisce sulle valutazioni della qualità dell'aria basate sul monitoraggio dei livelli di particolato.

La Direttiva UE 2008/50/CE sulla qualità dell'aria consente agli Stati Membri di sottrarre i contributi naturali prima di confrontare le concentrazioni di PM nell'aria con i valori limite pertinenti. A questo proposito, la Commissione Europea (CE) ha recentemente pubblicato alcune linee guida specifiche (CE, 2010) per stimare i contributi di particelle naturali sui livelli di PM.

Tra questi contributi naturali ci sono anche le particelle minerali provenienti dalle regioni secche (es: aerosol di polveri del deserto). La metodologia di rilevazione della polvere del deserto Sahariano (dddM), suggerita nelle linee guida della CE, costituirà la base (BASELINE-dddM) sulla quale il progetto DIAPASON costruirà una versione aggiornata della metodologia di rilevamento di polvere del deserto, detta DIAPASON-dddM.

La BASELINE-dddM basa la rilevazione della presenza di polvere Sahariana nel luogo di misurazione su conseguenze plausibili (aumento del PM), piuttosto che su evidenze della diffusione a terra di pennacchi di polvere, osservati attraverso satelliti oppure modelli di previsione.

ll progetto DIAPASON mira ad attuare e dimostrare una metodologia innovativa, solida e di facile utilizzo per ottenere la prova delle avvezioni di polvere del deserto e quantificare il loro contributo ai livelli di PM misurati regolarmente dagli Stati Membri, come parte dei loro compiti di monitoraggio della qualità dell'aria.

DIAPASON propone quindi di rafforzare e ottimizzare la BASELINE-dddM per mezzo di nuove e avanzate osservazioni. A tal fine saranno progettati e realizzati prototipi di dispositivi di telerilevamento a costi accessibili (Lidar-Ceilometeri a Polarizzazione, PLC). La metodologia DIAPASON sarà basata su misurazioni effettuate con questi sistemi innovativi utilizzati unitamente a Contatori Ottici di Particelle (OPC).

Come progetto pilota, DIAPASON sarà condotto nell’area metropolitana di Roma e avrà una durata di 36 mesi (più 6 mesi di margine di sicurezza). La metodologia DIAPASON-dddM sarà facilmente trasferibile a livello nazionale e/o in paesi europei che affrontino analoghi problemi ambientali.

Come valore aggiunto, l’innovativa tecnologia PLC sviluppata all'interno del progetto sarà anche in grado di individuare e monitorare, con capacità di estrapolare, le avvezioni di altre particelle naturali, quali pennacchi di cenere vulcanica o di incendi boschivi, anche questi considerati nelle guideline 2010 della CE.

Infine, un obiettivo DIAPASON importante è quello di proporre gli strumenti PLC come strumentazione di riferimento della UE. Per assicurare questo è prevista la collaborazione con rilevanti agenzie ambientali europee e nazionali: dal primo anno di progetto verranno coinvolti stakeholder e decisori EU AQ (tra cui il comitato della DG-ENV Direzione ambiente della Qualità dell'Aria).

In aggiunta agli stakeholders che hanno già aderito al progetto (tra questi il Comune di Roma, ARPA Emilia Romagna, ARPA Umbria, ISPRA), si cercherà di coinvolgere altre agenzie ambientali europee con esperienza sulla qualità dell'aria urbana, Agenzie governative nazionali, Istituti di ricerca, e agenzie locali.

 

 

 

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